Secondo un gruppo di ricercatori di quattro università, molte marche hanno concentrazioni di berillio, manganese, alluminio, boro, arsenico e perfino uranio che sarebbero proibite dai parametri internazionali. Sotto accusa la norma del nostro Paese, che è meno restrittiva e ha limiti diversi per l'acqua del rubinetto e quella in bottiglia
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