Il travaglismo spiegato dai travaglisti (sul Fatto)/2 - [ Il Foglio.it › Cerazade ]
Oggi sul Fatto quotidiano (di cui abbiamo già parlato qui) c’è una piccola lettera un po’ nascosta a pagina cinque firmata dal direttore dell’Ufficio stampa e comunicazione della Presidenza della Repubblica (Pasquale Cascella). In sostanza, Cascella rimprovera al Fatto quotidiano di aver riportato sul giornale la ricostruzione di un’inchiesta giudiziaria che sfiorò negli anni Novanta l’allora presidente della Camera Giorgio Napolitano e da cui l’attuale Presidente della Repubblica venne totalmente scagionato, “per difetto di qualsiasi utile elemento per il sostegno dell’accusa”. Il Fatto, in pieno spirito travaglista (traviglismo che consiste anche nel buttare merda addosso a un ex indagato anche se l’ex indagato è stato assolto), si difende dicendo di aver scritto a metà dell’articolo quanto segue: “Alla fine, l’inchiesta finirà con un’archiviazione per tutti”. Frase che, spazi compresi, occupa in un articolo lo spazio di 63 battute. Contro le 6.879 dell’intero articolo. Mica male no?
Ora, vi inviterei a una riflessione. Secondo voi se c’è una tale inchiesta che viene fatta su una tale persona e questa inchiesta racconta su questa tale persona una certa quantità di cose e questa inchiesta poi viene archiviata e la persona che finisce sotto inchiesta viene totalmente prosciolta, ecco, se mettiamo un presidente della camera viene coinvolto in un’inchiesta che poi lo scagionerà del tutto, è giusto oppure no riportare sui giornali gli elementi di quell’inchiesta? Per farla breve: se io vengo accusato di un reato che non ho commesso e se gli investigatori rastrellano qua e là su di me un certo numero di elementi indiziari (tipo un testimone o un pentito che dicono su di me qualsiasi cosa) e alla fine dell’indagine io vengo assolto da tutto, gli elementi raccolti su di me – che ogni probabilità, se sono un politico, finirebbero sul Fatto Quotidiano – sono fatti, cose vere, o sono cose non dimostrate, se non stronzate? Per me, la seconda che ho detto. Per il Fatto, invece, la prima che ho detto.
venerdì 22 gennaio 2010
Il travaglismo spiegato dai travaglisti (sul Fatto)/2 - [ Il Foglio.it › Cerazade ]
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Anto', dipende: mica e' necessario che le prove ed i documenti raccolti siano falsi perche' una persona sia assolta. Anzi.
RispondiEliminaEsempio pratico: Il politico X viene fotografato in compagnia dell'imprenditore edile Y e esiste, documentato, che Y ha costruito ad X una casa per un prezzo inferiore a quello di mercato.
Su questa base la Magistratura indaga X ed Y per corruzione. X ed Y vengono assolti (o prosciolti, e' uguale)
Questo forse implica che la foto sia un falso, o che il contratto non esista, o che il prezzo in realta' fosse superiore? Ovviamente, platealmente, banalmente no.
Bisogna distinguere i fatti degni di essere resi noti al pubblico, da quelli che sono in grado di dimostrare un comportamento illegale innanzi al giudice.
Esistono comportamenti che si possono giudicare "eticamente sconvenienti" che non sono "giuridicamente rilevanti": nel caso dei politici dovrebbero forse i cittadini restare all'oscuro dei primi? Nessuno obbliga (nel mio esempio ) X a fare politica. Uno dei prezzi da pagare, nelle moderne societá liberali é quello di subire il libero ma assillante controllo dei cittadini, anche (ma non solo) tramite la stampa.
Se questo non gli piace, facesse un lavoro privato e, probabilmente piú produttivo...
Ecco l'articolo a cui si riferisce il giornalista del Foglio:
RispondiEliminahttp://temi.repubblica.it/micromega-online/napolitano-e-i-suoi-miglioristi-cosi-lontanti-e-cosi-vicini-a-craxi/
Peppe, siamo d'accordo.
RispondiEliminaE quale sarebbe la notizia qui? Che Napolitano e i miglioristi fossero in parte d'accordo con alcune posizioni politiche del PSI? Che come la maggior parte dei politici attivi durante Mani Pulite, anche Napolitano fu coinvolto in delle inchieste?
Non prendiamoci in giro, Il Fatto e tutti i Fatti stanno portando avanti un campagna stampa contro Napolitano ed usano tutti gli strumenti che hanno a disposizione, anche quelli al limite del consentito.
Io non volevo parlare del caso in specie che, francamente, ho letto con superficialità.
RispondiEliminaIntendevo invece commentare l'affermazione (tua o dell'autore dell'articolo poco importa) secondo cui "se io vengo accusato di un reato che non ho commesso e se gli investigatori rastrellano qua e là su di me un certo numero di elementi indiziari (tipo un testimone o un pentito che dicono su di me qualsiasi cosa) e alla fine dell’indagine io vengo assolto da tutto, gli elementi raccolti su di me – che ogni probabilità, se sono un politico, finirebbero sul Fatto Quotidiano – sono fatti, cose vere, o sono cose non dimostrate, se non stronzate?"
Fermo restando che siamo tutti d'accordo che (ti cito) "Esistono comportamenti che si possono giudicare "eticamente sconvenienti" che non sono "giuridicamente rilevanti": nel caso dei politici dovrebbero forse i cittadini restare all'oscuro dei primi? Nessuno obbliga (nel mio esempio ) X a fare politica. Uno dei prezzi da pagare, nelle moderne societá liberali é quello di subire il libero ma assillante controllo dei cittadini, anche (ma non solo) tramite la stampa."
RispondiEliminaE' anche vero che (cito la tua citazione) "se io vengo accusato di un reato che non ho commesso e se gli investigatori rastrellano qua e là su di me un certo numero di elementi indiziari (tipo un testimone o un pentito che dicono su di me qualsiasi cosa) e alla fine dell’indagine io vengo assolto da tutto, gli elementi raccolti su di me – che ogni probabilità, se sono un politico, finirebbero sul Fatto Quotidiano – sono fatti, cose vere, o sono cose non dimostrate, se non stronzate?"
Nel caso in questione Il Fatto ha preso dei fatti, ne ha raccontato la storia da un punto di vista (e da uno solo), non ha spiegato cosa c'era di (ti aricito) di "eticamente sconvenientie" etc. etc.
Insomma, nulla di diverso da Libero che ieri pubblicava una foto di Emma Bonino in camice che negli anni '70 praticava un aborto illegale e titolava "Presidente & Abortista": propaganda da quattro soldi.
Ho alfine letto l'articolo linkato da Nunzio.
RispondiEliminaE adesso, a ragion veduta, posso dirlo: proprio non capisco il tema del contendere.
E' vero o no che Pomicino\Napolitano\Craxi dissero o misero a verbale le frasi citate nell'articolo?
E' vero o no che la Cassazione annulla la sentenza dicendo che "Il finanziamento da parte della grande imprenditoria si traduceva in finanziamento illecito al Pci-Pds milanese, corrente migliorista” ?
E' vero o no che certe persone erano della corrente migliorista e furono accusati di spartirsi le mazzette mentre, guarda caso, votarono a favore di certi finanziamenti o no?
Io, francamente, non lo so. Se tu, invece, sai che sono falsita' cita fatti, date, documenti.
Oppure, hai\avete un punto di vista differente da esporre? Esponilo\esponetelo
Altrimenti, non capisco di cosa parli(amo).
P.s.: non ho letto il titolo di Libero, ma anche li: stanno mentendo? No.
La Bonino si autodenunció all'epoca per ave praticato aborti illegali, ed e' giusto che chi intende votarla lo sappia e, anche in base a questo, decida se votarla o meno.
Peppe, hai ragione, ma non puoi negare la strumentalità di come il messaggio è veicolato.
RispondiEliminaSe "strumentalitá" = "scelta di quali fatti citare, come citarli o commentarli", si certo.
RispondiEliminaCome e' "strumentale" ogni commento sociale, economico o politico che non si limiti a riportare il crudo fatto, stile notizia ANSA.
Tanto per dire, non potresti definire altrettanto "strumentale" l'articolo su Craxi che ho usato come primo post sul blog?
copio e incollo la risposta di Macaluso all'attacco del "Fatto" (e le virgolette non sono casuali).
RispondiEliminaNota: quando Macaluso parla di "eroi di cartone del Fatto senza fatti" si riferisce ad un articolo di qualche giorno fa in cui i "fatti" elencavano i loro eroi.
" Caro direttore, la disonestà giornalistica ormai non ha più limiti. Il Fatto quotidiano ha pubblicato una pagina con titoli subdoli e foto truccate per dire che i comunisti miglioristi erano dentro il sistema corruttivo di Craxi il quale sarebbe diventato il loro eroe. Non c’è un solo fatto, uno, che abbia coinvolto con sentenza Napolitano, Cervetti, Ranieri e Macaluso messi al centro della pagina.
Il mio nome è fatto senza riferimento a una sentenza o a una archiviazione, ma nemmeno a un’indagine. Nulla. Tuttavia, va sottolineato il metodo ignobile del giustizialismo giornalistico di chiamare in causa persone, chiunque esse siano, la cui vicenda giudiziaria si è conclusa con una archiviazione o una assoluzione che, semmai, documentano errori degli inquirenti e un danno alle persone coinvolte.
Ma gli eroi di cartone del Fatto senza fatti, si sono identificati con eroi veri che sono Pertini, Berlinguer, Borsellino, Falcone e Ambrosoli. Pertini è stato un grande del socialismo italiano e un eccellente presidente della Repubblica, e fu lui a dare per tre volte l’incarico di presidente del Consiglio a Craxi. Quando finì il settennato come senatore a vita non si iscrisse, come altri, al gruppo misto ma al gruppo socialista (craxiano).
Enrico Berlinguer, nel momento in cui Craxi era all’apice della sua vicenda politica, chiese a me (non a Padellaro) di fare il direttore dell’Unità soprattutto negli anni in cui il leader socialista fu presidente del Consiglio. Enrico sapeva bene quali erano le mie posizioni politiche, ma sapeva anche su quale fronte io e gli altri “miglioristi” combattevamo.
Giorgio Ambrosoli è certo un eroe. E la relazione di minoranza della Commissione, che indagò sul caso Sindona e diede forza al suo operato, porta la mia firma e di altri miglioristi e fui io a inchiodare non solo il bancarottiere ma tutti i complici politici, Andreotti in primis, illustrando quella relazione in un discorso pronunciato al Senato nella seduta del 29 ottobre 1984. Non so cosa fece Padellaro nei giornali in cui lavorava.
Infine, Giovanni Falcone quando andò a lavorare al ministero di Giustizia con il ministro Martelli fu lapidato dagli eroi dell’antimafia delle chiacchiere. L’accusa? Collaborazionismo col nemico craxiano”. E il dipietrista Leoluca Orlando (altro eroe), e i suoi soci che la pensano come lui, accusò Falcone di tenere nel cassetto pratiche scottanti che riguardavano Andreotti e Lima. Ricordiamo tutti il “veto” sulla sua nomina a Procuratore nazionale antimafia e la drammatica seduta del Csm in cui Falcone fu costretto a difendersi da accuse infamanti. Continuare ad elencare serve a qualcosa?"
http://www.francescocosta.net/2010/01/22/il-fatto-non-sussiste/
... i miglioristi milanesi non sono stati assiolti ...
RispondiElimina... poi è craxi che li accusa non Gomez e quelli del fatto ...
Fatto sta che Macaluso non smentisce i fatti e le notizie riportate. Che comprendono anche che furono tutti assolti, alcuni per archiviazione, altri per prescrizione.
RispondiEliminaInvece, il buon Emanuele si limita ad usare uno stile lasciami dire "Fattesco" per contestare gli autori al posto dei fatti; fosse che non ha di meglio da opporre?
Ma evidentemente non riesco a cogliere il punto.
Perche' non posso credere che tu sia per la censura preventiva delle notizie (mentre posso tranquillamente crederlo per Macaluso...)
Perché, vedi, e' questa l'unica soluzione al problema che poni (ammesso che lo sia, un problema)
Solo lei, la cara, nobile censura, puó stabilire che non si puó "dire questo" o "ricordare questo altro" o "descrivere i fatti in un certo modo".
Ed io (de gustibus, ovviamente) preferisco mille volte che qualcuno possa fare affermazioni sbagliate, contraddittorie persino false a che debba per forza stare zitto.
That's all.
P.S.: mi puoi fare un caso uno di un politico rovinato da polemiche giornalistiche poi risultate prive di fondamento? A me non ne viene in mente nessuno...
Tanto per dire, Craxi non venne rovinato dalle polemiche dei giornali, ma dalle confessioni di cugini e amici e compagni di partito, dalla crisi generale del paese e dalla incazzatura collettiva finita a lancio di monetine (organizzata anche dai La Russa che oggi ne piangono la scomparsa)
Però scusate, non è possibile che ogni volta che si critica uno stile, un modo di fare politica, una campagna stampa, si debba essere tacciati di "censura".
RispondiEliminaDistorcete il messaggio qui.
Il "travaglismo" è raccontare delle storie, da un unico punto di vista, e raccontarle strumentalmente. A me (ed altri) questo giornalismo non piace, è ipocrita e scorretto. Il "travagismo" è ergersi a giudice e boia, pensare che sia tutto un magna magna. Il "travaglismo" a me non piace.
Scusate ma se devo essere accusato di CENSURA se scrivo certe cose, siete voi che mi state "epurando" :)
per quanto riguarda il p.s. ne riparliamo un'altra volta
Infatti NON ho accusato te di censura...
RispondiEliminaMacaluso si, lo accuserei tranquillamente.
Anzi lo faccio subito...
Una cosa e' dire "A me (ed altri) questo giornalismo non piace, è ipocrita e scorretto", altro e' quello che sostiene il buon Emanuele.
Affermare che contano "solo i fatti che abbiano coinvolto con sentenza", se non e' voler censurare, non so come definirlo, francamente.
Salvo poi, in classico stile craxian-corporativo, criticare i giudici che condannano gli amici o persino scrivere le sentenze al posto loro..