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lunedì 18 aprile 2011

sabato 16 aprile 2011

Scusa Vittorio

Scusa Vittorio: "

Pg Battista scrive sul Corriere della Sera che Vittorio Arrigoni era un fanatico, orribilmente trucidato ma pur sempre colpevole di addossare a Israele tutta la colpa della tragedia mediorientale.


E certo. Se Vittorio fosse rimasto a casa sua, nella ricca Padania, mica si sarebbe bevuto il cervello così. Magari sarebbe andato a locali col Trota, avrebbe ballato all’Hollywood con qualche velina, sarebbe andato a vedere l’Inter o il Milan invidiando le macchinone degli eroi cittadini.


Invece no, ‘sto pirla se n’è andato in mezzo ai disgraziati, a quelli che gli bombardano anno dopo anno case e villaggi, a quelli che vengono tenuti sotto il giogo dell’ignoranza e della violenza, a quelli che l’hanno ammazzato perché voleva mediare una pace impossibile nell’intrico degli interessi planetari e dell’egoismo occidentale.


E allora anche uno qualsiasi, uno che vive tra salotti tv e compagnie raffinate, può ben permettersi di definirlo un “pacifista” così, tra virgolette. Un “nemico di Israele”. Un “combattente di una battaglia sbagliata”, un uomo di cui non si può fare un ritratto “angelicato, falso, edulcorato” denunciando tutta la sua distorta visione dei rapporti di forza che insistono su quel fazzoletto di terra e le sue vite martoriate. Insomma le stesse perle proposte da Libero e Il Giornale: neanche il merito dell’originalità.


Il ministro per i rapporti con Gerusalemme di Hamas ha chiesto perdono all’Italia per la follia di quei fondamentalisti che hanno spezzato una speranza.


Scusa, Vittorio, per quello che hanno detto e diranno sul tuo conto.


Un video speciale per ricordarti.


Clicca qui per vedere il video incorporato.

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Il pacifista tirato per la giacchetta

Il pacifista tirato per la giacchetta: "

È morto un uomo che lavorava per la pace. Un uomo che pensava e scriveva cose sulle quali si poteva anche non essere sempre d’accordo, ma che metteva in gioco se stesso. E che per il suo essere lì dove aveva scelto di vivere e agire, accanto al popolo di Gaza, ha pagato con la morte.


Questo e solo questo dovrebbe essere il pensiero di ogni essere umano degno di essere definito tale su Vittorio Arrigoni, il trentaseienne pacifista crudelmente assassinato a Gaza da un non meglio identificato gruppo di estremisti islamici.


Quale miglior veicolo del web per raccontare la figura del giovane pacifista e testimoniare il suo sacrificio? Invece no. Proprio da siti e blog più o meno politicizzati, leggo pensieri inauditi, rivoltanti, indegni. E tristemente speculari: a chi da una parte (destra) si fa beffe del pacifismo di Vittorio (“i comunisti si ammazzano fra di loro”) e addossa ad Hamas la responsabilità dell’omicidio, risponde chi (a sinistra), non perde l’occasione per indicare Israele come il mandante dell’assassinio (“questa è una guerra di religione, ebrei sionisti contro musulmani!”).


Mi spiace molto che la famiglia di Vittorio, che rispetto profondamente e alla quale va tutta la mia solidarietà, abbia chiesto che la salma del figlio non passi da Israele: anche lì c’è chi lotta per la pace e avrebbe onorato la sua salma. Continuando a restare umano"