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lunedì 11 aprile 2011

Fusione fredda, Uppsala chiama Bologna

Fusione fredda, Uppsala chiama Bologna: "La 'fusione fredda alla bolognese' fa proseliti tra gli accademici svedesi, che parlano di un fenomeno complesso da approfondire. Un'apertura che promette bene, ma la strada per la comprensione dell'E-cat e' ancora lunga"

sabato 19 marzo 2011

Deficenti online...

http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6251

La terra ruota veramente?
di Roberto Morini

Per trovare prove inconfutabili, giacché: il movimento indifferenziato delle nuvole e la gravità omogeneamente distribuita lungo i paralleli dai poli all’equatore, pur ponendo forti perplessità, potevano essere interessate da una serie di fattori devianti; pur potendo supporre, per assurdo, che un aereo per andare dall’Italia in America, basterebbe quasi che si alzasse in volo per arrivare e che nessuna rotta potrebbe mai andare verso Est se non superando di parecchio la velocità di rotazione della Terra, dovevo trovare un qualcosa che mi permettesse senza ombra di dubbio di escludere un qualsiasi movimento del pianeta Terra. L’analogia con il nucleo dell’atomo, fermo rispetto all’energia che gli ruota attorno, non mi bastava. Avevo bisogno di un riferimento particolarmente diretto, semplice da portare come esempio e, quanto mai preciso.

Vedendo un documentario sulla Seconda Guerra mondiale, mi sono interrogato sulle modalità di bombardamento. Per questo, mi sono letto tutta la storia dei bombardieri impiegati durante tale guerra. Il sistema di puntamento e sgancio, sebbene poco sofisticato per l’epoca, non mi convinceva molto. Il Norden, per esempio (uno dei sistemi di puntamento dell’epoca), agganciando il bersaglio poteva tenere conto anche della rotazione terrestre, per colpire gli obiettivi con precisione, qualora questa fosse in atto. Mi serviva un esempio che escludesse qualsiasi intervento (meccanico/elettronico), ponendo in evidenza, attraverso il fattore umano, i veri parametri di riferimento.

Non ho la minima idea di come avvenisse un bombardamento senza i sofisticati strumenti odierni (ma anche con questi rimango ignorante in materia). Il funzionamento logico, tuttavia, per escludere l’incidenza di una qualsiasi rotazione terrestre, mi insegna che, seguendo l’andamento di un parallelo, era (ed è) possibile anticipare o posticipare lo sgancio in base alle due velocità in atto (rotazione pianeta e velivolo, tenendo conto che per annullare l’effetto rotazionale il velivolo avrebbe dovuto viaggiare alla stessa velocità di 16.560 Km/h trovandosi all’Equatore). Per agganciare un obiettivo lungo la direzione di un meridiano, invece, la rotta doveva essere spostata di lato, a destra o sinistra dell’obiettivo, di tanti gradi quant’era il rapporto fra la velocità del pianeta e quella del velivolo in avvicinamento. Già qui, c’erano molti fattori che mi non tornavano!



Per farla breve, ho trovato la storia di Sir Arthur Travers Harris responsabile del “Bomber Command” della RAF inglese e riferimenti al bombardiere “Lancaster” impegnato nell’offensiva contro la Germania, particolarmente in tre operazioni rimaste storiche.
Quella di mio interesse è l’incursione sulle dighe Moehne, Eder e Sorpe che richiedeva una precisione quasi millimetrica. Dal libro «Bomber Offensive» di Sir Arthur si cita testualmente: “Il lancio delle speciali bombe, previsto dal piano operativo, deve rispettare tre parametri con la massima precisione per la riuscita dell’impresa: sgancio delle bombe a quota 18 metri dalla superficie dell’acqua, distanza di lancio dalle dighe tra i 370 e i 410 metri, velocità di 400 Km/h” (già qui, nessun parametro che prenda in considerazione il supposto moto terrestre).

Ma facciamo un po’ di conti:
Distanza media per lo sgancio = 390 metri.
Velocità = 111,11 m/s
Tempo dallo sgancio all’impatto = 3,51 sec.
Velocità di rotazione all’Equatore = 460 metri/sec.
Velocità di rotazione Eder (D) a 51° 03’ N = 234,738 metri/sec.
Spostamento della Terra in 3,51 sec. alla velocità di latitudine = 823,93 metri.

Se la terra ruotasse, con i tre parametri assegnati l’obiettivo sarebbe stato mancato. Sarebbe stato a destra, o a sinistra, oppure più avanti o più indietro, oppure ancora, obliquo (rispetto a qualunque direzione di provenienza dei bombardieri) con uno scarto di quasi 824 metri dal punto di impatto degli ordigni. Alla faccia della massima precisione!... Il fatto è che molti ordigni colpirono il bersaglio e quelli che non lo fecero fu per errore umano nello stabilire a vista la quota (con due fari convergenti), essendo troppo bassa da rilevare per gli strumenti di bordo!

Cos’è che ruota allora? Cosa produce l’effetto gravitazionale se tutto è fermo e immobile? Cosa produce i campi magnetici? Cosa produce l’effetto ottico del movimento?
Attendo risposte dalla scienza ufficiale!... intanto ci lavoro sopra...

martedì 25 gennaio 2011

Fusione fredda, lo strano caso dell'Universita' di Bologna

Fusione fredda, lo strano caso dell'Universita' di Bologna: "Due fisici emiliani sostengono di aver concretizzato uno dei sogni piu' sfuggenti della ricerca. Il loro reattore a fusione funziona, ma non sanno spiegare come. La comunita' scientifica resta scettica"

lunedì 17 gennaio 2011

Bufala o non bufala?

Fusione fredda a Bologna

Ci sono le guardie giurate a controllare l'accesso, devi firmare una dichiarazione in cui accetti i rischi nell'assistere all'esperimento che potrebbe rivoluzionare il settore della produzione di energia. Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, in un capannone avvolto dalla nebbia nella zona industriale di Bologna, è stato realizzato un processo di fusione nucleare fredda, utilizzando nichel ed idrogeno, capace di produrre una energia incredibilmente superiore a quella utilizzata per creare la reazione. E' la strada per ottenere energia pulita. "La novità assoluta sta nel fatto che tutto ciò viene prodotto da una macchina che funziona come una stufetta elettrica di casa", spiega l'inventore, Andrea Rossi, ingegnere. Con lui Sergio Focardi, professore emerito dell'Alma Mater, fisico di calibro, in passato preside della facoltà di Scienze.

Di possibili fonti di energia con reazioni di fusione nucleare a bassa temperatura se ne parla da tempo nel mondo. L'annuncio nel 1989 degli scienziati Fleshmann e Pons suscitò speranze e illusioni. Focardi è stato pioniere in Italia di questo tipo di studi. Quello di ieri è stato il primo esperimento condotto a Bologna con osservatori esterni: giornalisti e
fisici, in gran parte dell'Ateneo come Paolo Capiluppi, direttore del dipartimento di Fisica, Gianfranco Campari, Ennio Bonetti. L'esperimento, "industriale più che scientifico", dicono i docenti universitari, è condotto in una stanzina di un capannone in via dell'Elettricista, dove è stato installato un catalizzatore di energia che occupa lo spazio di un tavolo. Dura alcune ore.

Rossi spiega il funzionamento della macchina, il ricercatore Giuseppe Levi illustra una stima dell'energia prodotta sulla base della misura di quanta acqua viene vaporizzata al secondo. E al termine Rossi conclude: "Si sono consumati 600 kilowattora e se ne sono prodotti 12mila". Il prototipo, già coperto da brevetto di proprietà di Maddalena Pascucci, moglie di Rossi, è ora pronto per la produzione industriale e la commercializzazione. "Sarà il prossimo passo", dice Rossi. I fisici obiettano: "Dovremmo poter riprodurre l'esperimento in un nostro laboratorio, ma c'è il segreto industriale sul processo". "Ci vuole cautela, il metodo scientifico esigerebbe verifiche, ad oggi non sappiamo cosa avviene dentro la macchina", dicono Capiluppi e Bonetti.

"Siamo un'azienda, se mi chiedono di aprire la scatola dovrei pagare i danni agli investitori", replica Andrea Rossi. "I costi? Posso dire che l'apparecchiatura costa duemila euro per Kilowatt di potenza e funziona con un grammo di nichel". Lo stesso ingegnere ammette: "Dietro questo processo non c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato". Il professor Focardi spiega perché un esperimento simile avvenga fuori dai laboratori accademici: "I miei colleghi non ci credono, sono scettici. Non so come un protone di idrogeno possa entrare nel nucleo di nichel, ma avviene. Ed è la strada dell'energia per l'umanità". Comunque sia, sembra un grosso passo avanti. Per dire addio al petrolio? "Non sono in grado di rispondere", allarga le braccia l'ingegner Rossi.

sabato 15 gennaio 2011

Antimateria, nei cieli di tutto il mondo

Antimateria, nei cieli di tutto il mondo: "Una recente scoperta di NASA conferma la produzione di antimateria nell'atmosfera terrestre. Basta un potente temporale per dare origine al fenomeno: insolito, ma non raro"

mercoledì 22 settembre 2010

Nuovo fenomeno al Cern: "Forse è materia Big Bang"

Un fenomeno "mai visto finora" è stato osservato da uno dei quattro esperimenti dell'acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Tra le ipotesi considerate c'è quella secondo cui potrebbe trattarsi della materia primordiale, comparsa subito dopo il Big Bang.
L'annuncio, dato oggi in un seminario al Cern, arriva a nemmeno sei mesi dalle prime collisioni ed è stato osservato nell'esperimento Cms (Compact Muon Solenoid), coordinato dall'italiano Guido Tonelli dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Secondo Tonelli "è molto presto per capire esattamente di che cosa si tratta. Ci sono cinque o sei diverse ipotesi e in questo momento sarebbe assolutamente prematuro trarre delle conclusioni. Quello che osserviamo è un fenomeno nuovo, che intendiamo studiare in dettaglio".

L'ipotesi più suggestiva è che possa trattarsi di qualcosa di simile alla "miscela primordiale", ossia il plasma di quark e gluoni prodotto nei primi 20-30 microsecondi dopo il Big Bang.

Un simile stato della materia è stato finora prodotto solo con ioni pesanti nell'acceleratore Rhic (Relativistic Heavy Ion Collider), dei Laboratori statunitensi di Brookhaven.

http://www.repubblica.it/scienze/2010/09/21/news/forse_scoperta_materia_big_bang_nuovo_fenomeno_all_lhc_del_cern-7292426/

domenica 18 aprile 2010

Curiosità scientifiche...

Contrasti Padri-Figli
J.J Thompson vinse il Nobel per la Fisica nel 1901 per aver dimostrato che gli elettroni sono particelle. Suo figlio, G.P. Thompson vinse nel 1937 il Premio Nobel per la Fisica per aver dimostrato che gli elettroni sono onde...

Matematica linguistica
"ELEVEN PLUS TWO" e " TWELVE PLUS ONE" sono uno l'anagramma dell'altro...

Sono troppe per contarle (1)
Ci sono più modi di disporre un mazzo di carte che secondi di vita dell'Universo...

Sono troppe per contarle (2)
Il numero di possibili disposizioni di una scacchiera dopo 3 mosse per ogni giocatore superano i 9'000'000. Dopo 40 mosse, invece, superano il numero di atomi dell'Universo

Il metro non è lungo un metro
A causa di un errore di misura, il metro campione di Parigi non è lungo, come originariamente definito 1/10'000'000-esimo della lunghezza dell'emimeridiano tra Polo Nord ed Equatore passante per Parigi, ma è 1/10'002'290-esimo di tale distanza.

Discorsi tra matematici
Il matematico inglese Hardy visita in ospetdale il suo assistente indiano Ramanujan che, dopo anni di studi a Cambridge, aveva tentato il suicidio per la nostalgia dell'India.
Non sapendo di cosa parlare col suo assistente, gli dice di aver viaggiato su un taxi con un numero squallido e triste, il 1'729. Improvvisamente il malato e sofferente Ramanujan si alza e con veemenza gli dice: "No Hardy, no! E' un numero molto interessante. E' il più piccolo numero esprimibile come somma di due cubi in due modi diversi!"
Infatti: 1729 = 1^3 + 12^3 = 10^3 + 9^3
Questa diventerà uno dei più famosi aneddoti della storia della matematica

Un falso mito...
Non è vero che sarebbe stato dimostrato che i calabroni non potrebbero volare.
Il mito sarebbe stato creato da un giornalista che avrebbe ascoltato un frammento di una discussione, senza capirne il senso, per poi riportare questa notizia come curiosità in un suo articolo. Le successive smentite non ebbero molta audience...

Tutte liberamente tratte e tradotte da :
http://www.curiouser.co.uk/frames/creframe.html?http://www.curiouser.co.uk/paradoxes/wildcard.htm