sabato 14 maggio 2011
Venerdi' 13 per Blogger
Chrome OS non è una distribuzione: si può scaricare solo Chromium OS
Google ha presentato ieri, nel corso dell’I/O 2011, il Chromebook: non tanto un singolo portatile, quanto una “linea” di laptop (prossimamente in distribuzione da Samsung e Acer) con Chrome OS. È stato subito evidente che il sistema operativo non sarebbe stato distribuito per l’installazione su hardware diverso da quello in vendita.
Lo stesso discorso vale per Chromium OS, considerato stabile da qualche settimana: neppure quest’ultimo sarà proposto in forma d’immagine scaricabile. Chi volesse comunque provarlo dovrà ricorrere, com’è stato finora, a build come Hexxeh. Oppure crearlo da sé, partendo dai sorgenti, con gli strumenti messi a disposizione da Google.
La scelta di Google è comprensibile, dal punto di vista commerciale: per Linux potrebbe rivelarsi un’occasione a metà. Chromium OS non è altro che una serie di overlay per Gentoo e potenzialmente sarebbe installabile su qualsiasi dispositivo. Non solo sui portatili. Sfruttando questo principio Google poteva competere con Microsoft.
Via | Google Chrome
Chrome OS non è una distribuzione: si può scaricare solo Chromium OS é stato pubblicato su Ossblog.it alle 09:00 di giovedì 12 maggio 2011."
lunedì 9 maggio 2011
Skype, decisione in arrivo. Anche Microsoft interessata
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It's official: Windows 8 will run on ARM
mercoledì 29 dicembre 2010
Google apre un canale dedicato all'Open Source su YouTube
Google supporta l’open source, non è una novità, dopo le donazioni alla comunità Eclipse, google ha deciso di aprire un canale dedicato all’open source su youtube.
Chiamato Open Source Programs Office (OSPO) nasce con l’idea di organizzare tutti i video legati a Google ed altri progetti open source in ogni singolo luogo. Attualmente il canale è quasi vuoto, i video sono veramente pochi, una quindicina circa e sono principalmente appartenenti al Google Tech Talks, un evento in cui sono presentate le principali tecnologie sponsorizzate dal sito web più visitato al mondo.
Le aspettative su questo canale sono tantissime c’è chi ipotizza di poter vedere video guide dei prodotti di casa Google come Android, Chrome OS e Google Chrome mentre altri pensano che le varie novità di casa G vengano comunicate direttamente attraverso questo canale. Non ci resta che attendere e vedere se l’iniziativa avrà successo.
Via | OSPO
Google apre un canale dedicato all'Open Source su YouTube é stato pubblicato su ossblog alle 10:00 di martedì 28 dicembre 2010.
Richard Stallman ha una pessima opinione del netbook CR-48 di Google
Il netbook che Google ha cominciato a distribuire di recente per mostrare le potenzialità di Chrome OS è l’oggetto del desiderio di molti, ma non di Richard Stallman. Il fondatore di GNU ha espresso forti perplessità sulla sicurezza di un dispositivo che effettua il salvataggio dei dati personali esclusivamente in rete. Siamo abituati alle boutade di Stallman, tuttavia nella circostanza è molto difficile dargli torto.
In realtà, Stallman non è l’unico a diffidare del CR-48 (nome in codice del portatile di Google). Le posizioni sono profondamente diverse, però le critiche arrivano da ogni parte. Stallman ritiene che, un po’ come il cloud computing in genere, Chrome OS sia uno strumento per “uccidere” la privacy degli utenti. Il disco allo stato solido contiene solo il sistema operativo e tutto il resto è salvato nel profilo di Google.
Altre teorie mettono da parte la sicurezza dei dati personali, criticando il device in se stesso. Il CR-48 non ha il multi-touch, né uno slot per schede SIM e monta un comune processore Intel Atom (cui tanti avrebbero preferito ARM). Un netbook che è obsoleto all’esordio, quindi… sempre considerando che è solamente un prototipo e non ne è prevista la vendita. Restano i dubbi su privacy e gestione dei dati.
Via | The Guardian
Richard Stallman ha una pessima opinione del netbook CR-48 di Google é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di mercoledì 15 dicembre 2010."
lunedì 27 dicembre 2010
L' eXtreme Programming spiegato(!) dal profano
Il Cr-48 è un computer spartano, c'è poco da dire. Chiaramente un prototipo, un oggetto che è stato concepito per essere smaneggiato, è stato disegnato per essere usato dai developer d'assalto, gli sviluppatori di software. Tipi che non temono l'extreme programming, dove la codifica ha luogo tra una seduta di skateboard e l'altra e i diagrammi di flusso li si possono anche disegnare su una tavola di surfing mentre si torna dal mare.
Solo a me da l'impressione di parlare di cose di cui non capisce un acca e di essere ancora fermo all'immagine eroica dell'informatica degli anni '70?
domenica 26 dicembre 2010
The dark side of Google
sabato 25 dicembre 2010
Open non e' free, pubblicato non e' pubblico
lunedì 13 dicembre 2010
GooglePlex...
Nel regno di Google con i geni della rete
Immaginate quattro hangar di vetro e cemento alti due piani, collegati da quattro corridoi sospesi in altezza: questo è il cuore del campus che nei sette anni di vita si è allargato sempre più fino a estendersi anche al di là del vialone per ospitare i novemila "googlers" che sciamano come api. Non è una metafora. Ci sono anche quattro alveari qui dentro, ciascuno colorato di blu, rosso, giallo e verde, i colori ufficiali che vedi dappertutto: sui tre modelli delle cinquecento biciclette che gli impiegati prendono e lasciano per spostarsi da un ufficio all'altro, sulle insegne dei 17-caffè-17 ("Troppi? No, si lavora anche qui"), perfino nei bagni attrezzati con i water closet alla giapponese di Toto dai sedili riscaldabili. "Qui tutto è brainstorming. Vedete queste poltroncine in esposizione? Gli impiegati provano le migliori e offrono i loro suggerimenti. Così il viaggio dal lavoro all'ufficio sui Google Shuttle diventa più comodo. Sul pullmino naturalmente abbiamo messo il wi-fi: però, ecco, il sedile che slitta verso l'esterno è l'invenzione di un googler, così c'è più spazio per muovere il gomito quando scrivi col portatile sulle ginocchia". E come fanno gli impiegati a lanciare i suggerimenti? "Abbiamo una mail per tutto: un ufficio raccoglie le indicazioni e poi le gira ai settori".
Sembra una beffa della storia che il vecchio falansterio dei socialisti utopisti trovi realizzazione proprio qui: nel regno del capitalismo. Poi pensi che il nome intero del fondatore Brin è Sergey Mikaylovich, fuggito all'età di sei anni con i genitori, entrambi scienziati, dall'Unione Sovietica - e il paradosso si colora di vendetta. Qui a Casa Google ci sono due orti comuni, 200 capre da latte, quattro lavanderie automatiche, quattro palestre e perfino due minivasche all'aperto: dove anche adesso che il sole della California si è arreso alla pioggia due impiegati nuotano controcorrente. Un impero del caos solo apparente. Una parco giochi della scienza che si tiene in piedi grazie all'autodisciplina che soltanto una categoria sociale al mondo poteva rispettare: quella degli ingegneri.
...
Ma i grandi capi? Larry e Sergey? Racconta Jason Freidenfelds, uno dei manager della comunicazione, che l'ultima volta che Page & Brin si sono affacciati da "Charlie's" erano circondati dallo staff di Google Mail: quale posto migliore della più famosa cafeteria del campus per gli ultimi ritocchi al Priority Box che sta rivoluzionando la posta elettronica? I grandi capi insomma intervengono all'inizio e alla fine di un progetto. Anche se sono quasi sempre informati di tutto quello che il cantiere produce: magari fuori dall'orario di lavoro.
Perché la fortuna di Mountain View l'ha fatta anche quella legge del 20 per cento: il "tempo libero sul lavoro" che ogni impiegato può dedicare al suo progetto. Google News, Street View e Google Instant sono nati così. E l'uomo che sovrintende a questi progetti indovinate chi è? Il solito Ben. L'ingegnere che appena arrivato in America non sapeva neppure che cosa fosse l'infernale "Gogol".