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domenica 8 maggio 2011

Scilipoti: "Il governo? Ma no, ho la mia canzone"

Scilipoti: "Il governo? Ma no, ho la mia canzone": "

Il grande escluso dal rimpasto: "Fiero di non avere poltrone, le prese in giro non mi toccano Quando il mio ex leader Di Pietro mi vede, scappa: per lui conta solo l’antiberlusconismo""

Napoli, “una munnezza di miracolo”

Napoli, “una munnezza di miracolo”: "

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Nel capoluogo campano ci sono 3800 tonnellate di rifiuti a terra che ingombrano strade, parchi e panchine. Anche negli ‘ecopunti’, le aree per la raccolta di prodotti derivanti dal petrolio, si accumulano decine di sacchetti di ogni tipo. “Anche la spazzatura di quei cittadini che fanno la raccolta differenziata nei giorni prestabiliti – spiega Tommaso Sodano, consigliere provinciale di Napoli – finirà in discarica”. Non l’incuria dei napoletani quindi, ma l’inefficienza dei suoi amministratori porta al collasso il sistema delle discariche. Il presidente del Consiglio ha mandato di nuovo l’esercito per affrontare quella che continua a essere chiamata “emergenza” anche se dura da anni. Una mossa che serve più a salvare la faccia al candidato sindaco del Pdl, Gianni Lettieri, che a salvare la città. Video di Lorenzo Galeazzi

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sabato 7 maggio 2011

I nuovi beneficiati dal premier Berlusconi

I nuovi beneficiati dal premier Berlusconi: "

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Domenico, detto Mimmo Scilipoti, deputato di Iniziativa Responsabile, raggiunge la Camera alla chetichella, mentre un gruppo di ‘suoi’ Reponsabili insieme ad ex finiani, ex democratici e pidiellini, celebrano le nomine a sottosegretari a Palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi. Scilipoti ha un tono dimesso: “Responsabili, vorrei tutti più responsabili”, ripete ai microfoni de ilfattoquotidiano.it. I nove sottosegretari si dividono, c’è chi fa lo spavaldo come il sottosegretario all’Economia Bruno Cesario (deputato di IR), il diplomatico come l’on. Roberto Rosso (Pdl) finito all’Agricoltura e chi come l’on. Catia Polidori (IR), anche lei all’Economia, ci risponde: “Con voi del Fatto non parlo dopo quello che avete scritto”.

Servizio di Carlo Tecce, riprese e montaggio Paolo Dimalio

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domenica 1 maggio 2011

Nucleare addio, si torna al carbone

Nucleare addio, si torna al carbone

Cancellato l'atomo, l'Enel riscrive le sue strategie. Per non lasciarci al buio e garantirsi gli utili le resta una sola strada. Poco costosa, molto remunerativa

Umberto Eco: “Siamo nelle mani di minoranze paracriminali”

Umberto Eco: “Siamo nelle mani di minoranze paracriminali”: "Oggi è uscito il "nuovo manifesto" (a cui facciamo i migliori auguri). Umberto Eco ripercorre gli anni della sua collaborazione con il "quotidiano comunista" e parla dell’Italia di oggi: «Berlusconi è stato partorito dall’Italia di oggi e ha capito la natura profonda del nostro popolo che non si è mai identificato [...]"

sabato 30 aprile 2011

Nucleare, Enel prosegue il progetto “Nostri ingegneri lavorano all’estero”

Nucleare, Enel prosegue il progetto “Nostri ingegneri lavorano all’estero”: "

Se il governo Berlusconi si rimette in tasca la partita nucleare, causa referendum ed elezioni, Enel rilancia il progetto atomico. A farlo è l’amministratore delegato Fulvio Conti:  ”Non smontiamo la macchina nucleare”. Dopodiché ha aggiunto che l’intenzione dei gruppo è di “continuare a lavorare all’estero nell’ipotesi che il tema dovesse tornare d’attualità nel prossimo futuro”. Un progetto, ha poi ricordato il dirigente “attualmente è sospeso, perché il governo ha deciso la moratoria di un anno e c’è la proposta di legge che abroga la possibilità di costruire impianti nucleari”. Quindi, ha proseguito, “al momento non possiamo andare avanti”, ma “i nostri ingegneri continueranno a lavorare all’estero”. Quindi a chi ventila la possibilità di un investimento in Russia, Conti risponde in questo modo: “Se ci fosse un’opportunità alle giuste condizioni di mercato saremmo molto felici di farlo”. Il riferimento è alla collaborazione con la Inte Rao, che prevede la costruzione di una centrale nucleare a Kaliningrad. “In ogni caso – ha spiegato – aspettiamo il progetto di fattibilita’”.

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martedì 26 aprile 2011

Berlusconi: "Il nucleare resta il futuro stop momentaneo per paura della gente"

Berlusconi: "Il nucleare resta il futuro stop momentaneo per paura della gente"

Il premier, nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama, puntualizza così il senso della "moratoria nucleare" del governo. "Se fossimo andati oggi al referendum, non lo avremmo avuto in Italia per tanti anni"

domenica 24 aprile 2011

Tremonti ai raggi X: successi ed errori di un superministro

Tremonti ai raggi X: successi ed errori di un superministro: "

L’operato del titolare dell’Economia divide la critica. Bisogna riconoscerne i meriti, come il pareggio di bilancio previsto nel 2013 e la cedolare secca sugli affitti. Ma tutti ora attendono il taglio delle tasse


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domenica 10 aprile 2011

Il grande imbroglione

Il grande imbroglione

BERLUSCONI mente con costante insolenza. È una consuetudine che da sempre sollecita molte attenzioni per afferrarne le ragioni, per così dire, costitutive. Per dirne una. C'è chi vede, in quella coazione a mentire, l'archetipo del Bambino come se alloggiasse nell'inconscio del Cavaliere una personalità che "ragiona" in base al principio di piacere e non al principio di realtà. Lungo questa via è suggestiva l'interpretazione di chi avvista Berlusconi afflitto da "pseudologia phantastica".

sabato 12 marzo 2011

Ciò che Santoro non disse a Tremonti

Ciò che Santoro non disse a Tremonti: "

Giovedì scorso, nella fossa di Annozero, Giulio Tremonti si è sbranato i leoni che gli ruggivano attorno. Del resto “fiere” assai poco temibili: Eugenio Scalfari, già di suo disadatto al mezzo televisivo e abbastanza bollito, Ferruccio De Bortoli a ripetere ovvietà (le ipotetiche quanto generiche liberalizzazioni salvifiche, le mitologiche piccole imprese e le fantomatiche “multinazionali tascabili” di un Paese che ormai stenta a esportare straccetti&pentolame) e Fausto Bertinotti nella gag risaputa dell’antagonista da retrobottega del farmacista.


Se si volesse fare dietrologia politichese, parrebbe il viatico in uno dei residui santuari della sinistra dura e pura all’incoronazione del commercialista di Sondrio quale più attrezzato e meglio posizionato aspirante al dopo Berlusconi. Insomma la “messa del cappello” sopra una candidatura che – allo stato dei fatti – resta ancora in grembo a Giove. Oppure il sintomo dell’esasperazione innanzi a uno scenario politico in cui la sedicente opposizione non riesce a far emergere un’alternativa purchessia all’inaffondabile ometto di Arcore. Comunque, ipotesi intrigante quanto – probabilmente – destituita di fondamento.


Piuttosto, quanto risulta con sufficiente evidenza dalla trasmissione è la difficoltà di Michele Santoro a muoversi su terreni diversi dall’esposizione del dolore sociale e dall’indagine giornalistica in materia giudiziaria. Bravo nella denuncia e nel padroneggiare le notizie sulle scelleratezze quotidiane della decadenza italiana (in cui l’occhio televisivo funge da angelo vendicatore), il noto conduttore si rivela un pesce fuor d’acqua se deve affrontare analisi che vadano oltre l’uscio di casa ingombro di spazzatura morale; che si confrontino con vicende un po’ più vaste dello strapaese. Difatti, l’altra sera un Tremonti professorale con annessa lavagna a fogli mobili puramente decorativa (su cui tracciare tre righe tre) ha potuto fare un figurone.


Diciamolo chiaramente: la descrizione tremontiana dei guasti prodotti dalla globalizzazione finanziaria è largamente condivisibile. Al massimo si potrebbe muoverle qualche appunto marginale, tipo retrodatarne l’avvio al 1973 (guerra del Kippur e colpo di stato in Cile: inizio della virtualizzazione dell’economia a fronte dell’aumento delle materie prime e prova generale dell’ordine neocon), rispetto all’indicato 1989 (caduta del muro di Berlino e fine degli equilibri che tenevano a bada il capitalismo). Ma sono quisquilie. Non era certo questo il punto su cui prendere in castagna l’astuto ministro, lo zar della nostra economia al lumicino. Perché il suo ragionamento fa acqua non sulle premesse, ma sulle conseguenze.


Tremonti dice gramscianamente: il tribunale della Storia prima o poi dovrà giudicare i responsabili di “questa” globalizzazione, che obbedisce esclusivamente agli interessi irresponsabili e alle pulsioni suicide di una plutocrazia che ha trasformato l’egoismo possessivo nell’unico metro di giudizio con cui guidare il mondo. Un mondo sempre più americanizzato, inebetito dal consumismo bulimico e frantumato dalle crescenti diseguaglianze. Ma qui da noi chi è il supremo propugnatore di questo modello di società se non il capo del governo di cui Tremonti è ministro? E se il giudizio del ministro è così drasticamente liquidatorio nei confronti delle politiche che mercificano tutto e tutti, che ci fa lui nel Popolo della Libertà/Impunità?


Ancora: Tremonti aggiunge che lo sgoverno planetario discende dalla perdita della capacità di controllo/regolazione da parte degli Stati nazionali. Qualcuno potrebbe obiettargli che il controllo/regolazione dei flussi finanziari e umani innescati dalla globalizzazione verrebbe meglio in uno spazio istituzionale allargato quale quello europeo, l’Unione. Sicché gli euroscetticismi propagandati dalla sua parte politica, con grancasse mediatiche al seguito, hanno il solo effetto di indebolire la resistenza del Vecchio Continente alle ondate destabilizzanti che ne mettono a repentaglio la tenuta sociale e politica. Difatti, giustamente Tremonti ha denunciato in trasmissione il fenomeno della xenofobia che dilaga anche nel Nord Europa. Senza trarne le doverose conseguenze in quanto non ci è stato chi provasse a richiamarlo al dovere della coerenza.


Ma restiamo alla perdita di capacità di governo degli Stati nazionali, che tanto preoccupa il superministro. Allora si sarebbe dovuto chiedergli di rendere conto del suo rapporto privilegiato con quella Lega che persegue il disegno di destrutturare ulteriormente lo Stato italiano. Lega di cui Tremonti è il massimo supporto, visto che fa finanza prosciugando ogni risorsa nazionale e locale allo scopo di attuare un federalismo da sfasciacarrozze, che consentirà ai boiardi bossiani di consolidare i propri feudi elettorali al Nord; in una sorta di neofeudalesimo prealpino che sa tanto di “comunità perimetrate e blindate”, prigioniere proprio di quella cecità che impedisce di ricostruire un sistema-mondo minimamente plausibile.


In conclusione, l’altra sera abbiamo avuto l’ennesima conferma che Berlusconi e il berlusconismo sono due cose diverse: il capo è nient’altro che spiriti animali incarnati, ma dietro di lui ci sono perfide intelligenze al lavoro. E che per batterle occorrerebbe qualcosa di più e di meglio dei soliti sussurri e grida."

venerdì 25 febbraio 2011

Quagliarello, non ti arrabbi più?

Quagliarello, non ti arrabbi più?: "Ricordate il volto sconvolto e furioso dell'esponente berlusconiano quando fu tolto il sondino a Eluana? Già: difendeva il «valore assoluto della vita». E oggi che Gheddafi uccide centinaia di persone..."

domenica 20 febbraio 2011

WikiLeaks, l'Italia vista dagli Usa "Con Berlusconi paese ormai in declino"

WikiLeaks, l'Italia vista dagli Usa "Con Berlusconi paese ormai in declino"

Le valutazioni della diplomazia statunitense contenute nei nuovi documenti segreti. "La reputazione in Europa è lesa". "Il premier danneggia l'Italia ma ci è utile e non dobbiamo abbandonarlo, alla fine ne trarremo vantaggi"

lunedì 14 febbraio 2011

Berlusconi:"Napolitano non scioglie le Camere e comunque per farlo serve il mio parere" - Repubblica.it

Berlusconi:"Napolitano non scioglie le Camere e comunque per farlo serve il mio parere" - Repubblica.it

La costituzione berluschina:
"La Costituzione comunque prevede che senza una formale crisi di governo per interrompere anticipatamente una legislatura occorre che il presidente della Repubblica consulti sia i presidenti delle Camere che il presidente del Consiglio, cioè Silvio Berlusconi".

La Costituzione Italiana
Art. 88.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.
Art. 89.
Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

domenica 6 febbraio 2011

E Silvio riabbraccia Storace "Epurator"

E Silvio riabbraccia Storace "Epurator"

Ai tempi della Prima Repubblica poteva capitare che il Movimento sociale italiano tornasse utile al potere in termini di voti, mezze alleanze, persone divenute scomode da sistemare in Parlamento ...

domenica 30 gennaio 2011

D'Alema: ammucchiata anti Cav Casini ci pensa. Il Fli: perché no?

D'Alema: ammucchiata anti Cav Casini ci pensa. Il Fli: perché no?: "

La parola d'ordine è far saltare Berlusconi. D'Alema propone un Cln in chiave anti Cav. Di Pietro non ci sta, vuole il primato. Il terzo polo si divide. Casini apre: "Serve una riflessione". Il Fli si spacca. Urso: "No alle logite del tutti contro Berlusconi". Ma il think tank di Fini spinge per la guerra santa. E Bocchino torna a chiedere le elezioni: "Senza un governo degno di tale nome è meglio ricorrere alle urne"

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martedì 30 novembre 2010

Addio Fai Da Te ..

Estratto dal testo del DECRETO LEGISLATIVO: Attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni, in corso di approvazione:


ART. 1
1. Ai sensi del presente decreto si intendono per:
a) apparecchiature terminali:
1) le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica; un allacciamento è indiretto se l’apparecchiatura è interposta fra il terminale e l’interfaccia della rete pubblica;
2) le apparecchiature delle stazioni terrestri per i collegamenti via satellite;
b) apparecchiature delle stazioni terrestri per i collegamenti via satellite: le apparecchiature che possono essere usate soltanto per trasmettere o per trasmettere e ricevere, ‘ricetrasmittenti’, o unicamente per ricevere, ‘riceventi’, segnali di radiocomunicazioni via satelliti o altri sistemi nello spazio;
c) imprese: gli enti pubblici o privati ai quali lo Stato concede diritti speciali o esclusivi di importazione, di commercializzazione, di allacciamento, di installazione o di manutenzione di apparecchiature terminali di telecomunicazione.

ART. 2
(Allacciamento dei terminali di telecomunicazione alle interfacce della rete pubblica)
1. Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.
2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto volto a disciplinare:
a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle imprese abilitate all'esercizio delle attività di cui al comma 1;
b) le modalità procedurali per il rilascio dell’abilitazione per l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica;
c) le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali di cui alla lettera a);
d) le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento dell’elenco delle imprese abilitate ai sensi della lettera a);
e) le caratteristiche e i contenuti dell’attestazione che l’impresa abilitata rilascia al committente al termine dei lavori;
f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione, gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1.
3. Chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2, effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a 150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.


http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=60477&pg=1%2C2123%2C4684%2C7132%2C8109&pg_c=2