Dopo la vittoria degli indipendentisti scozzesi il Sottosegretario Michael Moore ha escluso ogni ricorso costituzionale in materia e sottolineato che la decisione su ogni vincolo legato al quorum è di competenza dell’elettorato scozzese"
domenica 8 maggio 2011
Scozia indipendente, Gb: "Londra non impedirà che ci sia un referendum"
Le Scozie d’Europa : Braveheart alla riscossa torna l'indipendentismo
La vittoria dello Scottish National Party alle elezioni di Edimburgo rilancia politicamente gli eredi del "Braveheart". Un modello che fa sempre più proseliti
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domenica 3 aprile 2011
Cade la bufala di Concita: Silvio mai indagato
Una nota ufficiale del Montenegro smonta lo scoop del quotidiano della De Gregorio: "Nessun fascicolo sul premier". Sui presunti nuovi guai del Cavaliere il Pd aveva persino presentato una interrogazione"
sabato 21 agosto 2010
"Paralizzare il detenuto" ritorna legge del taglione
Un giudice saudita ha chiesto di paralizzare un ex detenuto che rese invalida una sua vittima
sabato 31 luglio 2010
Le motivazioni politiche dell’abolizione della Corrida
La decisione storica di vietare la corrida in Catalogna è arrivata lo scorso mercoledi, dopo un dibattito molto acceso. La legge prevede che dal primo gennaio del 2012 non sarà più possibile effettuare questa manifestazione in alcuna arena della regione Spagnola. La domanda che ci si può porre è quella se sia giusto che sia lo Stato a dover vietare una manifestazione, seppur cruenta. In questo modo si toglie libertà di scelta alle persone che ritengono questa manifestazione un evento tradizionale. Ma in realtà la decisione è una pura< manovra politica in vista delle prossime consultazioni regionali.
Le votazioni si sono terminate con 68 voti a favore, 55 contrari e tre astensioni e i principali partiti catalani hanno lasciato libertá di voto.
Davanti al Parlamento della Catalogna si sono affrontati i favorevoli ed i contrari all’abolizione. La principale critica a questa manifestazione era di torturare i tori, mentre i contrari all’abolizione volevano la libertá di scelta di poter assistere ad una “festa tradizionale”.
La domanda che ci si può porre è quella se sia giusto che sia lo Stato a dover vietare una manifestazione, seppur cruenta. In questo modo si toglie libertà di scelta alle persone che ritengono questa manifestazione un evento tradizionale.
Se la società catalana non voleva più le corride, forse molto semplicemente non avrebbe più riempito le arene. È così è stato, perché negli ultimi anni vi è stata una disaffezione a questa manifestazione. Nel 1977 ha chiuso l’Arena dei Tori in Piazza di Spagna a Barcellona, cittá nelle quali rimane attivo solo il Monumental.
Vi è stato un’altra Regione nella quale le corride sono state vietate, le Canarie. Nell’arcipelago tuttavia il dibattito è stato molto meno acceso, perché la manifestazione già non si svolgeva da nove anni, prima di vietarla per legge.
In Catalogna la tendenza era di un lento declino della manifestazione, ma il Parlamento è voluto intervenire direttamente.
Vi è tuttavia un perché politico a questo interventismo. Il rapporto tra Spagna e Catalogna è molto teso negli ultimi mesi, soprattutto dopo il “no” a diversi articoli dello Statuto Catalano da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo.
L’indipendentismo è sempre più forte nella Regione dove si produce circa il 20 per cento della ricchezza nazionale in termini di prodotto interno lordo. Tuttavia la maggioranza della popolazione richiede maggiore autonomia e un Federalismo con più funzioni decentrate.
E durante il voto per l’abolizione della corrida è uscita questa voglia di rivalsa contro la Spagna. La corrida è vista infatti un simbolo della nazione spagnola e l’abolizione serve a dimostrare la diversità della Catalogna.
Vi sono due motivazioni per caratterizzare questo voto come totalmente politico.
In primo luogo la divisione dei partiti al momento del voto. La Catalogna è ora guidata da una coalizione di tre partiti di sinistra: il Partito Socialista Catalano (PSC) e due partiti di sinistra indipendentisti. Il Partito Popolare è all’opposizione ed ha una base di votanti molto limitata, mentre la vera opposizione è invece del CIU, Convergenza e Unione, un partito di centro-destra nazionalista (catalano).
Il voto ha tagliato l’attuale maggioranza di Governo e si è strutturato secondo uno schema nazionalista. A favore dell’abolizione hanno votato il CIU e i due partiti di sinistra catalani, mentre il PP e il PSC hanno detto no. I partiti nazionalisti hanno affermato che la decisione serviva solo a fermare “una barbaria”, senza mai dire direttamente che volevano eliminare un simbolo spagnolo.
Tuttavia la riconferma di questa volontà di affermare il “Catalanismo” e di eliminare un simbolo della Spagna unitaria arriva da una particolarità della legge. In Catalogna esiste una manifestazione che si chiama “Correbous”, nella quale si da’ fuoco alle corna del toro che corre nell’arena. Questa “festa” catalana non ha ricevuto alcun divieto, pur provocando la cecità del toro e potrà continuare indisturbata.
L’abolizionismo della corrida è dunque una manovra politica in vista delle elezioni regionali che si terranno il prossimo autunno.
"sabato 24 luglio 2010
Sciarada russa 2.0
“Ogni settimana ricevo convocazioni nell’ufficio del Procuratore generale per firmare delle dichiarazioni su quasi tutti i miei articoli. La prima domanda che mi rivolgono è sempre la stessa: come e dove ha ottenuto queste informazioni?” (Anna Politkovskaja).
MENGELE
Lo scorso aprile è stata approvata dalla Duma una modifica di legge che consente la sperimentazione farmacologica su pazienti incapaci di intendere e volere anche senza il loro consenso. In pratica, è stata tagliata completamente la parte in cui si rendeva obbligatorio il permesso scritto della persona malata o del suo tutore. “La norma si riferisce soltanto a quei casi in cui non sia possibile trovare dei volontari”, ha specificato l’autore della modifica, il liberaldemocratico Valerij Seleznev. (da “Novaja gazeta” che ha parlato esplicitamente di metodo Mengele, l’angelo della morte dei lager nazisti. http://www.novayagazeta.ru/data/2010/071/18.html).
RITORNO
Si chiama “Ritorno” ed è un’associazione per il sostegno della tradizione storica che lavora a stretto contatto con il partito di Putin, “Russia unita”. Insieme hanno firmato un accordo per il ripristino delle antiche toponomastiche in città, strade, stazioni del territorio russo. Al primo tentativo, però, sono incappati subito in un intoppo. La decisione di cambiare il nome della regione di Sverdlovsk (“troppo odiato il nome del leader comunista”, è la giustificazione) in quella di Ekaterinburg, capitale dell’area, non è piaciuta a tutti. “Ma quale ripristino – ha tuonato il deputato Evghenij Artjukh – una regione di Ekaterinburg non è mai esistita tanto che una volta quest’area si chiamava governatorato di Perm”. “E’ soltanto uno spreco di denaro pubblico”, ha chiosato il deputato comunista Gheorghij Perskij. (Kommersant,
MIRAGGI
Una stagione estiva molto calda, quella che sta attraversando Mosca e la Russia tutta, con picchi di calore che arrivano fino a 38 gradi. Non viene risparmiata neppure l’area del nord est dove, tra un uragano e una grandinata, la colonnina di mercurio non accenna a scendere. Le autorità di Mosca hanno provveduto a rassicurare la cittadinanza sull’effetto “allargamento dei ponti”, dovuto alla gran calura perché sono costruiti con speciali materiali deformanti adatti a sopportare alte temperature. (Novaja gazeta).
QUELLO BUONO
Il vulcanico presidente ceceno Ramzan Kadyrov, fedelissimo del Cremlino, da un po’ di tempo mostra un aspetto inconsueto della sua personalità. Kadyrov, nemico giurato della giornalista Anna Politkovskaja uccisa a Mosca nel 2007 in un agguato, considerato “persona non grata” da quasi tutti i paesi dell’Unione europea, proprietario di un personalissimo zoo con animali esotici e noto per la sua mano pesante contro i ribelli ceceni, da alcuni giorni ha aperto un blog (“ja-kadyrov” sulla piattaforma più nota in Russia, “Zhivoj zhurnal”), in cui si definisce “persona affabile, aperta e sincera”, ha lanciato un appello ai combattenti ceceni ancora latitanti, invitandoli al ritorno a casa e “a una vita di pace” (“tanto ormai siete rimasti meno di un centinaio”, ha sottolineato) e ha persino invitato ad un incontro i membri dell’associazione per i diritti umani, “Memorial”, quella in cui militava Natal’ja Estemirova, l’attivista e giornalista uccisa due anni fa per il suo impegno contro la guerra. “Non riesco a capire questo cambiamento a 360 gradi di Kadyrov – ha detto Oleg Orlov, presidente di Memorial – fino a ieri ci definiva come nemici del popolo e oggi ci invita al dialogo. Noi, comunque, siamo pronti”. (Interfax) Gazeta
IL BUCO NERO DELLA RUSSIA
La Russia è il paese che ospita la metà di tutti i militanti neonazisti presenti nel resto del mondo. La rivelazione è il frutto di una ricerca dell’Ufficio di Mosca per i diritti dell’uomo ed è stata rilanciata, recentemente, dal giornale tedesco Der Tagesspiegel. Degli oltre 50mila militanti neonazisti censiti dalle autorità su tutto il territorio russo, 15mila imperversano nella città di S.Pietroburgo. Più modesta, invece, la presenza a Mosca: “soltanto” 2500, pare a causa di maggiori controlli esistenti nella capitale. Il loro slogan più gettonato, “La Russia ai russi”, piace comunque al 53% della popolazione. (Slavjanskij sojuz, sito di estrema destra).
PASSAPORTI ABKHAZI
La prima tranche di passaporti per i cittadini della neonata repubblica di Abkhazia è arrivata direttamente dalla Russia. Proprio l’ingombrante vicino del piccolo Stato strappato due anni fa alla Georgia si è premurato di stampare e distribuire i documenti per l’espatrio dei cittadini abkhazi con un attenzione particolare per gli studenti e coloro che devono farsi curare all’estero. (Interfax).
MORTE DI UNO STALINISTA
La morte del comunista cileno Luis Corvalan, deceduto il 21 luglio a 94 anni, non è passata inosservata in Russia. A ricordarlo è stato Vladimir Bukovskij, il dissidente sovietico che fu al centro di un clamoroso scambio proprio con il leader comunista durante la dittatura cilena di Pinochet. “Era un idealista, uno stalinista convinto – secondo Bukovskij – quel tipo di persona che in Russia era molto diffuso e che conosciamo bene. Non è mai cambiato e fino all’ultimo era convinto che il comunismo, prima o poi, sarebbe tornato”. Bukovskij ha anche aggiunto di non avere mai incontrato Corvalan, “neppure al momento dello scambio”. (Ria novosti).
BOLLETTINO NERO
Sono state circa 167 le persone aggredite in territorio russo per motivi razziali nella prima metà del 2010. Di questi, 19 sono gli omicidi. Nello stesso periodo dell’anno 2009 i morti erano stati 52 e i feriti 242. La maggior parte delle aggressioni, quasi sempre compiute da gruppi di ispirazione neonazista, avvengono nelle regioni di Mosca e S.Pietroburgo. Al primo posto, tra le vittime, sono da sempre gli immigrati dell’Asia centrale (un tempo, facenti parte dell’Unione sovietica) e quelli del Caucaso. Negli ultimi tempi sono aumentati gli agguati ai danni dei cosiddetti “informali”, giovani militanti di gruppi antifascisti o delle aree antagoniste e alternative. Tra gli omicidi “eccellenti”, per i quali le indagini sono orientate verso gli ambienti dell’ultradestra, c’è da ricordare quello del giudice Eduard Chuvashov che indagava sul gruppo nazista dei “Lupi bianchi”. (Sova-center, associazione per i diritti umani).
"Francia, ha vinto Internet: fallita legge contro i pirati
martedì 13 luglio 2010
Francia, Assemblea nazionale approva bando del velo integrale
Francia, Assemblea nazionale approva bando del velo integrale
Il testo, fortemente voluto da Sarkozy, vieta burqa e niqab in tutti gli spazi pubblici. Approvato con 335 voti a favore e un solo contrario. Socialisti, comunisti e verdi non hanno partecipato al voto
(17:59 13/07/2010)
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sabato 6 marzo 2010
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Il presidente americano chiama il premier turco Gul: accelerare la ratifica degli accordi con l'Armenia
(16:50 04/03/2010)
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lunedì 25 gennaio 2010
E via con la figuraccia internazionale...
Hilary Clinton replica a Bertolaso, dopo le critiche del capo della Protezione Civile sulla gestione americana degli aiuti ad Haiti : «Queste polemiche mi sembrano come quelle che si fanno il lunedì mattina sulle partite» del giorno prima. Il segretario di Stato Usa, ha affrontato la questione durante una conferenza stampa al termine del bilaterale col ministro Frattini.
«C'è un grande impegno internazionale per portare gli aiuti ad Haiti», ha aggiunto la Clinton spiegando che però «non è possibile farlo senza un supporto militare». Il segretario di Stato Usa ha quindi spiegato che, anche nel colloquio con Frattini, si è affrontato il tema. «Frattini ha ricordato che anche l'Italia sta inviando una nave militare» e una squadra di carabinieri.
Tra le cose che ha detto Bertolaso, ecco una chicca: «Troppo spesso una volta arrivati sul luogo di un disastro, si pensa subito a mettere un grande manifesto con lo stemma della propria organizzazione, a fare bella figura davanti alle telecamere, piuttosto che mettersi a lavorare per portare soccorso a chi ha bisogno»
Ogni riferimento al suo datore di lavoro é puramente casuale...