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sabato 23 aprile 2011

Google, colpevole per aver usato Linux

Google, colpevole per aver usato Linux: "Una giuria texana condanna Mountain View per infrazione di brevetto. La colpa? Aver utilizzato diverse versioni di Linux sui server di back-end. Google commenta: e' come una strada con pedaggio"

venerdì 22 aprile 2011

LibreOffice, avanti da soli e con orgoglio

LibreOffice, avanti da soli e con orgoglio: "La foundation del progetto open source nato da una costola di OpenOffice va avanti e non si cura degli sforzi di riappacificazione di Oracle. LibreOffice e' il futuro"

mercoledì 20 aprile 2011

LibreOffice ed OpenOffice non si fonderanno

LibreOffice ed OpenOffice non si fonderanno: "



LibreOffice è un fork nato dal progetto OpenOffice quando su quest’ultimo il pugno duro di Oracle si stava facendo sempre più pesante.


Oracle ha recentemente affermato di avere intenzione di affidare lo sviluppo di OpenOffice.org alla community, dopo alcuni mesi in cui ha provato a fare da sola. Qualcuno ha pensato subito che un fork merge sarebbe stata quindi la mossa migliore per entrambi i progetti, ma non succederà e sarebbe anche la scelta sbagliata.


Partiamo dall’inizio. Non succederà perché Charles-H. Schulz, bocca dello Steering Committee della Document Foundation, ha negato categoricamente questa possibilità in quanto le fondamenta per il dopo-openoffice sono già state gettate nel settembre 2010 quando ci fu lo scisma da OpenOffice.


Per quale motivo non sarebbe una buona idea la fusione dei due progetti? Semplicemente perché LibreOffice è già un progetto in mano alla community con uno sviluppo che prosegue ed è giù più avanti di quanto siano in grado di fare gli sviluppatori rimasti a lavorare su OpenOffice. C’è un’idea di fondo, un progetto concreto, un gruppo di sviluppatori capaci ed Oracle, dopo aver capito che fare da sola mantenendo lo stesso ritmo di prima richiede più investimenti di quelli preventivati ha cambiato idea. Il destino di OpenOffice ormai è segnato, ma per gli utenti non cambia nulla.


Dopo la figuraccia rimediata con Hudson e OpenOffice, il management di Oracle capirà che uno scontro che si basa sulla forza con la comunità FLOSS rischia solo di perderlo? Secondo voi quale sarà la risposta che ci prospetta il prossimo futuro?


Via | DocumentFoundation



LibreOffice ed OpenOffice non si fonderanno é stato pubblicato su ossblog alle 15:00 di mercoledì 20 aprile 2011.

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domenica 17 aprile 2011

Oracle intende affidare lo sviluppo di OpenOffice.org alla community

Oracle intende affidare lo sviluppo di OpenOffice.org alla community: "

Oracle - OpenOffice.orgOracle trasformerà OpenOffice.org in un progetto interamente gestito dalla comunità e non ne offrirà più una versione commerciale. La nota è stata diramata ieri ed è destinata a fare discutere: la community cui fa riferimento Oracle non è certo quella di LibreOffice, perciò potremmo anche avere due suite equivalenti in competizione.


La multinazionale continuerà a supportare gli standard di Open Document Format (ODF) e a sviluppare la propria soluzione per l’ufficio, Oracle Cloud Office. Edward Screven sostiene che Oracle intenda «iniziare subito a collaborare con la comunità perché OpenOffice.org mantenga il proprio successo». Non cita The Document Foundation.


La prospettiva più probabile è quella d’avere, quindi, due progetti paralleli. Un po’ come KOffice e Calligra Suite, il fork interno a KDE. Qualunque sia il futuro di OpenOffice.org e LibreOffice, la comunità open source ha solo da guadagnarci: è davvero un peccato che Oracle non abbia predisposto altrettanto anche per OpenSolaris.


Via | Marketwire


Oracle intende affidare lo sviluppo di OpenOffice.org alla community é stato pubblicato su ossblog alle 09:00 di sabato 16 aprile 2011."

lunedì 28 marzo 2011

Tagliare i costi per l'innovazione può far fiorire il FLOSS

Tagliare i costi per l'innovazione può far fiorire il FLOSS: "

Il FLOSS può essere scaricabile gratuitamente, ma si tratta comunque di software e come nel caso di quello proprietario ha dei costi che qualcuno deve sostenere. Questa frase non è l’ultima sparata di Steve Ballmer, Larry Ellison o qualche altro personaggio di quella risma, ma un’affermazione di Neil Levine di Canonical.


Ovviamente con quelle parole non aveva intenzione di nascondere i vantaggi che il FLOSS ha sulle alternative proprietarie, ma di quello che serve affinché un progetto raggiunga le sue piene potenzialità portando contemporaneamente ad un risparmio economico ed una trasformazione del mercato.


La critica che fa Levine è che molti business legati al FLOSS finiscono per diventare un po’ troppo simili ai loro concorrenti proprietari e, quindi, si finisce per pagare, più o meno evidentemente, una licenza per ogni computer. Facendo un esempio pratico perché essere obbligati a pagare per il supporto sui server di sviluppo quando il personale presente è in grado di gestirlo autonomamente ed avrebbe bisogno solamente di un supporto rapido per i problemi sui server business critical?




Secondo Levine il FLOSS avrebbe dovuto spezzare le barriere che c’erano sul mercato e far andare in bancarotta vecchi giganti come Microsoft ed Oracle grazie alla sua velocità di sviluppo e possibilità di personalizzazione. Purtroppo si è vinto qualche battaglia, ma la guerra non è stata un successo. Come possiamo notare attorno a noi Linux è in utilizzato in moltissimi ambienti eterogenei, ma il FLOSS sul desktop è ben lontano dalla dominazione. Si vede in giro, ma non ha ancora sviluppato un’importante ecosistema al di fuori dei sistemi operativi liberi.


Per ottenere veramente il massimo le aziende dovrebbero ripensare le logiche di business ed aggredire il mercato portandolo nella direzione che più le avvantaggia. Ricapitolando, il valore sta nel servizio e nel supporto che viene offerto ed il software è solo un mezzo per ottenere questi risultati. Levine vorrebbe che si pensasse al software in maniera diversa dal passato, ponendo l’accento non sul costo di gestione di un software, ma del costo per ottenere un’innovazione. Un software proprietario è una barriera per lo sviluppo, mentre uno libero può più facilmente adattarsi per aiutare a sviluppare un nuovo business.


Proviamo a fare un esempio. Se serve una certa quantità di denaro per ogni macchina su cui far girare un servizio, si può facilmente arrivare a dei costi notevoli anche per un solo prototipo. Il costo del software diventa quindi un ostacolo allo sviluppo. Se invece si può testare e validare facilmente il prototipo di un servizio sarà poi più facile ottenere l’autorizzazione per un contratto di supporto e/o servizi. Un po’ quello che sta cercando di fare Canonical con Ubuntu.


Via | TheRegister



Tagliare i costi per l'innovazione può far fiorire il FLOSS é stato pubblicato su ossblog alle 17:00 di mercoledì 23 marzo 2011."

sabato 29 gennaio 2011

Ubuntu, il mio mondo Libre

Ubuntu, il mio mondo Libre: "La distro Linux ha sceltoilla fork di OpenOffice al posto della suite su cui Oracle ha stretto il controllo. Intanto la Lituania apre la burocrazia ai file ODF"

giovedì 11 febbraio 2010

OpenOffice 3.2 migliora lo sprint

OpenOffice 3.2 migliora lo sprint: "La nuova versione della famosa suite per l'ufficio open source porta con se' diverse migliorie e novita'. Tra le quali una significativa riduzione dei tempi di caricamento e il supporto esteso a ODF 1.2