Da Politica Pop di Repubblica.it:
Salvate Briatore
Dello yacht di Flavio Briatore si è detto quasi tutto. Sappiamo quanto costa, quanto è lungo, di quanti nodi è capace e quanto – almeno a sentire Elisabetta Gregoraci – è importante per la stabilità emotiva ed alimentare del neonato figlio dei due.
Ne sappiamo talmente tanto, dello yacht di Briatore, che il caso non poteva non finire in Parlamento.
La firma dell’interrogazione ai ministri Tremonti e Brambilla è dell’onorevole Pietro Laffranco. Non è un deputato Pdl qualsiasi, ma il vicepresidente dei deputati del partito di Berlusconi. Che ha preso carta e penna per chiedere al governo se “non ritenga necessario assumere iniziative immediate per porre riparo alle conseguenze ingiustificatamente patite dai familiari del signor Briatore e per rimediare al danno di immagine arrecato al Paese”.
Ma l’ex An Pietro Laffranco, se omonimia non inganna, è lo stesso che dopo la sentenza sui pestaggi alla scuola Diaz ha attaccato a testa bassa la Corte d’Assise, colpevole di aver condannato gli agenti “che quotidianamente si trovano in prima linea nella difesa dello Stato”.
Per la proprietà transitiva, si desume che entrare in una scuola e menare alla cieca aiuta l’immagine dell’Italia, mentre il sospetto di una frode al fisco per fare benzina la deprime.
Questione di opinioni.
Solo piacerebbe sapere cosa ne pensano le Fiamme gialle, visto che la medesima proprietà transitiva stabilisce che per Laffranco i poliziotti sono servitori dello Stato, e i finanzieri no.
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venerdì 4 giugno 2010
domenica 11 aprile 2010
Prodi sul PD...
A guidare il Pd siano i segretari regionali. E l’attuale struttura del partito tolga il disturbo. Non serve. Troppo autoreferenziale.
Le parole che Romano Prodi oggi affida al Messaggero sono una piccola bomba atomica nel dibattito già teso del dopo regionali. Perché non è una suggestione. Anzi. Il Professore disegna una road map precisa e dettagliata. Primarie in ogni regione, gli eletti nell’esecutivo e dall’esecutivo la scelta del segretario. Addio organi nazionali, insomma. Un Pd tutto federale.
Se non è un benservito a Bersani, poco ci manca.
Complice la domenica, i vertici democratici tardano a commentare. Ma c’è da scommettere che l’intervento dell’ex presidente del Consiglio non sia stato preso proprio benissimo. Basta sentire Giuseppe Fioroni, il solo tra i dirigenti di peso a dire qualcosa.
“L’organizzazione non è la panacea – dice – ma rispetto le opinioni di tutti”. Il fatto è che Romano Prodi non è “tutti”. E’ uno che nel partito, e soprattutto tra la gente del Pd, pesa ancora parecchio.
E nel dibattito confuso e a tratti inconcludente di queste ore, la sua idea di azzeramento e ripartenza federale rischia di essere assai popolare.
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2010/04/11/la-pagella-del-professore/
venerdì 9 aprile 2010
Fuoco Amico
L’altro ieri il Giornale di Feltri che sparava titolo ed editoriale contro l’Italia che dichiara 15mila euro l’anno e poi si mette in coda ai caselli. Come dire, le facciamo o no pagare le tasse?
Oggi Libero che apre titolando “Scherzi da Pdl, arriva la stangatine di mezza estate”, con tanto di commento del direttore Belpietro in cui si grida al “tradimento” degli elettori, che tanto generosi sono stati alle regionali.
http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2010/04/09/manovra-e-fisco-nel-pdl-torna-il-fuoco-amico/
Oggi Libero che apre titolando “Scherzi da Pdl, arriva la stangatine di mezza estate”, con tanto di commento del direttore Belpietro in cui si grida al “tradimento” degli elettori, che tanto generosi sono stati alle regionali.
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