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domenica 18 aprile 2010

Striscia filma la Polverini mentre parla di appalti e favori

<em>Striscia</em> filma la Polverini mentre parla di appalti e favori: "

Un grande elettore laziale, Vincenzo Zaccheo, presenta il conto alla neo-governatrice



La vena sindacalista di Renata Polverini pulsa ancora. Seppur in dialetto romanesco: "A Vincè! 'A bello!". Il sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo - ex militante di Alleanza Nazionale - fa da promemoria: "Non ti dimenticare delle mie figlie!". E la governatrice del Lazio: "No, ma stai a scherzà?". Un incontro ufficiale e quindi pubblico, pizzicato dalle telecamere di Striscia la Notizia, diventa il manifesto politico dell'ex segretario dell'Ugl. La trascrizione integrale funziona senza orpelli né commenti.



Polverini: "Ciao Vincè...mi raccomando...hai portato 4 voti, hai portato!"



Zaccheo: "Ti voglio bene, guarda ci ho creduto. Ti devo dire una cosa: complimenti! Hai dimostrato di essere come me: una donna tenace! Io ho lottato, guarda, io sono andato a nuoto per te. Sono andato a Ponza, a Ventotene. A Ventotene sono andato a prendere 57 voti per te, non uno di meno. Il sindaco di Ventotene ti aspetta. Poi ho fatto…(sussurra all'orecchio della Polverini, ndr), non ti dimenticare delle mie figlie!"



P.: "No, ma stai scherzando? Domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro".



Z.: "E soprattutto ti prego: non appaltare più a Fazzone".



P.: "No, no. Stai tranquillo".



Z.: "Ha perso 15.000 voti".



P.: "Ah bello!...(Si accorge delle telecamere e si defila, ndr) Non è che non ho chiare le cose come stanno".



Striscia la Notizia mostra le dinamiche della politica laziale: il 'corrispondente' da Latina fa il conto dei voti presi, uno per uno, racconta il suo sacrificio, le traversate a "nuoto". Amore per il partito, amore per la famiglia. Perché il sindaco di Latina nella mano destra offre il sostegno politico, nella sinistra chiede qualcosa in cambio. Un pensiero della Polverini per “le figlie”. Forse l'impegno di Zaccheo vale un doppio regalo: una rivisitazione geopolitica, l'invito a evitare "appalti" per il senatore Pdl Claudio Fazzone, il potente ras di Fondi, il comune in provincia di Latina che il Prefetto voleva sciogliere per infiltrazioni mafiose. Sembra che Fazzone stia lavorando alle caviglie di Zaccheo – con una raccolta di firme – per sfiduciare la sua amministrazione: "Falso allarmismo", aveva spento il fuoco Fazzone.



Il primo cittadino di Latina provava da giorni a incassare il successo della Polverini: "La vittoria di Renata sa davvero di trionfo. Ma mi piace sottolineare, ancora una volta, il ruolo decisivo che Latina ha avuto nel riconquistare al centrodestra la guida della Regione Lazio, piazzando tra gli eletti Stefano Galetto e Giovanni Di Giorgi con i quali ho condiviso la militanza politica in An".



Occhio: An, non Forza Italia né Pdl. E tra baci, abbracci e pacche sulle spalle, de visu, il grande elettore Zaccheo presenta il conto alla governatrice. Che oggi riceve la proclamazione ufficiale.



Da il Fatto Quotidiano del 15 aprile

lunedì 1 febbraio 2010

Il sito non perdona

Il sito non perdona: "

Il caso di Renata Polverini fa scandalo sul web nel silenzio della politica



Il caso di Renata Polverini conferma la teoria di Beppe Grillo: internet è spietato. Puoi mentire persino al notaio, come ha fatto la leader del sindacato Ugl per evadere le tasse, ma non puoi mentire alla rete. È impressionante la lettura del sito www.renatapolverini.it. Sono tantissimi i commenti al blog (ne riportiamo tre, ma sono almeno dieci volte di più) di persone comuni che scrivono per chiedere conto al candidato delle notizie pubblicate dal Fatto Quotidiano. Il caso dovrebbe essere studiato nelle scuole di comunicazione. L’apertura al web doveva essere la carta vincente della campagna obamiana della sindacalista di destra prestata alla politica.



Purtroppo, alla vigilia dell’inaugurazione del sito, è uscita l’inchiesta del nostro giornale: Renata Polverini ha comprato a prezzo stracciato dallo Ior nel dicembre del 2002 (272 mila euro per sei stanze tre bagni e due box vicino all’Aventino) e non soddisfatta dell’affarone ha anche mentito al notaio per avere l’agevolazione prima casa e pagareil 3 per cento di tasse invece del 10. La sindacalista, infatti, aveva già comprato 9 mesi prima un’altra casa dall’Inpdap, a un prezzo ancora più basso: 148mila euro per sette vani catastali e un box al Torrino, vicino all’Eur.



Oggi siamo in grado di aggiungere un dato: anche sull’acquisto di quella prima casa dall’Inpdap c’è qualcosa che non va. Almeno dal punto di vista etico-politico. Renata Polverini compra con lo sconto in qualità di inquilina dell’Inpdap ma è costretta a fare una donazione alla mamma di un’altra casa che aveva già comprato nel 2001, perché altrimenti non avrebbe avuto diritto a comprare con lo sconto. Anzi non avrebbe avuto diritto proprio a quella casa che sarebbe così rimasta nel patrimonio dell’ente che ne avrebbe tratto molti più soldi mettendola all’asta.



La storia della casa dell’Inpdap è poco chiara dall’inizio. Dopo lo scandalo Affittopoli, il ministro Tiziano Treu nel 1997 aveva emanato una circolare vincolante. Le case in affitto dovevano andare prima a poveri, handicappati, sfrattati, militari e giovani coppie. Non è chiaro come abbia fatto Renata Polverini ad avere quella casa. Lo abbiamo chiesto al presidente dell’ente, Paolo Crescimbeni, ex consigliere regionale umbro di An (stessa area della candidata). Ovviamente non ci ha risposto, seguendo l’esempio di Renata Polverini, alla quale abbiamo chiesto ripetutamente un’intervista. Inutilmente.



Eppure sono molte le cose da spiegare: dall’evasione fiscale all’affitto dall’Inpdap. Il silenzio è aiutato dall’atteggiamento della stampa. Tutti tacciono. Compreso Il Giornale di Vittorio Feltri e Libero di Maurizio Belpietro. Erano stati i protagonisti di Affittopoli quando bisognava stanare dai loro appartamenti Massimo D’Alema e Franco Marini. Ora scoprono una politica-sindacalista furbissima che ha dribblato tutti ottenendo una casa con lo sconto e poi ne ha presa una seconda dichiarando il falso per non pagare le tasse. E loro muti. Ma tra i lettori ci sono molte persone che hanno lavorato una vita per comprare la casa e pagare le tasse. Per fortuna ci sono i blog.



da il Fatto Quotidiano del 30 gennaio



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mercoledì 27 gennaio 2010

Da Repubblica.it - Blog - Politica Pop: Polverini con la 194. E gli integralisti…

Repubblica.it - Blog - Politica Pop: Polverini con la 194. E gli integralisti…

”La legge 194 e’ frutto di battaglie importanti in particolare del movimento femminile, quindi nessuno puo’ dirsi contro una legge dello Stato che consente alle donne che fanno una scelta dolorosa e che ti segna per tutta la vita”. Lo dice Renata Polverini, candidata Pdl alla Regione Lazio. Stroncando in partenza la jihad antiabortista lanciata da il Foglio (subito seguito da Libero) nella campagna elettorale nel Lazio.

Da giorni Giuliano Ferrara lancia anatemi contro il “diavolo” Emma Bonino, omicida di feti nella regione del Vaticano. Anche stamattina, con un durissimo attacco ad Avvenire, colpevole di non seguire la sua guerra santa anti-194. “Libero” ha deciso di seguire a ruota, anzi. Di fare molto di più. Il giornale di Maurizio Belpietro oggi condisce la pietanza con foto di Emma che pratica un aborto negli anni 70 e riproponendo l’immagine di una manifestazione radicale con il sovversivo slogan “Sì al divorzio”.

Meno male che stavolta, da entrambe le parti, ci sono le donne.

Dopo le parole della Polverini, che pur non allontanandosi dalle posizioni della destra sulla Ru486 non ci pensa nemmeno ad attaccare la 194, i pasdaran sono più soli. E magari nel Lazio, finalmente, si vedrà una bella campagna elettorale. Con due candidate che se la giocano sui conti della sanità, sul turismo, sull’ambiente, sul lavoro.

E non sulla pelle delle donne, come tanto vorrebbero Ferrara e Belpietro.

sabato 23 gennaio 2010

Polverini, tutta case e Chiesa

Polverini, tutta case e Chiesa: "Gli affari immobiliari di Renata Polverini e quell’appartamento comprato dallo Ior.
di Marco Lillo, da "Il Fatto Quotidiano", 23 gennaio 2010
La prima scena consegnata ai biografi immortala la piccola Polverini nella sua modesta casa romana. Renata si è appena diplomata all’istituto di ragioneria della Magliana. La sua materia preferita è l’educazione fisica e vorrebbe iscriversi all’Isef. [...]"