mercoledì 20 gennaio 2010

Craxi

Visto che ormai ricordare i successi politici del mitico Bettino è di moda:

Quando Craxi prende le redini del governo, nel 1983, ha la fortuna di trovarsi di fronte a un mutamento favorevole del ciclo internazionale. La crescita, anemica fino a quel momento, inizia a divenire robusta più o meno in tutti i paesi sviluppati. Era quello quindi il momento di iniziare il rientro dagli eccessi di spesa. Craxi e il suo governo non fecero nulla di tutto questo. Al contrario, essi accelerarono la dinamica della spesa in corrispondenza della più vivace dinamica del reddito, mantenendo invariato il rapporto spesa primaria/PIL.

Nel frattempo cresceva la spesa per interessi, indotta dai sempri più alti livelli di debito. Come conseguenza, il rapporto tra spesa totale e PIL crebbe di circa 10 punti tra il 1980 e il 1987, anno in cui Craxi cessa di essere primo ministro, collocandosi al di sopra del 50% del PIL.

Questi sviluppi ebbero effetti di lungo corso per l'economia italiana, effetti che paghiamo duramente ancora oggi. La spesa primaria in rapporto al PIL è rimasta grosso modo ai livelli a cui la portò Craxi; la flessione del periodo 1994-2000 viene in seguito "recuperata" proprio dagli eredi politici di Craxi. Gli anni di Craxi furono quindi il momento cruciale di consolidamento del potere della casta sull'economia. Fasce sempre più larghe della popolazione divennero dipendenti dalla politica per il proprio reddito e il proprio benessere. I politici espansero così in modo sostanziale il proprio potere che è oggi molto maggiore di quanto fosse alla fine degli anni '70, quanto Bettino Craxi iniziò a "cambiare" l'Italia.

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Le_conseguenze_economiche_di_Bettino_Craxi.?fb=comments#c33813

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